Enrico Baj (1924-2003)

Enrico Baj ritratto nello specchio, foto di Ugo Mulas 1964

Enrico Baj è stato un pittore, scultore e anarchico italiano. Studia al liceo classico e poi inizia a studiare Medicina. Dopo la seconda guerra mondiale abbandona gli studi a favore della facoltà di Giurisprudenza, che completa diventando avvocato e parallelamente studia anche all'Accademia di Belle Arti di Brera. Baj ha sempre avuto rapporti con poeti e letterati italiani e stranieri p.es. (André Breton, Marcel Duchamp, Raymond Queneau, Edoardo Sanguineti, Umberto Eco) ed ha collaborato con le proprie illustrazioni alle edizioni di testi classici e moderni.

Nel 1951 tiene la prima personale alla Galleria San Fedele di Milano dove espone opere informali; nello stesso anno fonda insieme a Sergio Dangelo il "Movimento della Pittura Nucleare". Nel 1953 insieme a Asger Jorn fonda il "Movimento Internazionale per una Bauhaus immaginista". Nel 1954 i due artisti danno vita agli "incontri internazionali della ceramica ad Albissola Marina presso le Ceramiche Mazzotti ai quali partecipano Lucio Fontana, Emilio Scanavino, Karel Appel, Guillaume Corneille, Sebastian Matta, Aligi Sassu, Edouard Jaguer e altri.

Negli anni cinquanta collabora alle riviste d'avanguardia "Il Gesto", "Boa" e"Phases".

Nel corso degli anni, la passione della scrittura aumenta portandolo alla pubblicazione di numerosi libri tra i quali "Patafisica", "Automitobiografia", "Impariamo la pittura", "Fantasia e realtà" con Guttuso e "Ecologia dell'arte".

Nel 1957 firma il manifesto "Contro lo stile" e tiene la prima personale all'estero, presso la Gallery One di londra. Nel 1959 aderisce al Manifeste de Naples e nel 1962 partecipa a New York alla mostra "The Art of Assemblage",occasione nella quale conosce Duchamp.

Tra il 1963 e il 1966 trascorre molto tempo a Parigi dove entra a far parte del "Collège de Pataphysique". nel 1964 ottiene una sala personale alla Biennale di venezia e nello stesso anno espone alla Triennale di Milano.

 

Baj ha utilizzato techniche diverse, dal dripping al collage, talvolta contemporaneamente insieme a intarsio e impiallacciatura, come nelle 'Modificazioni' (1959-1960). Nelle 'Cravatte' del 1967-1968 utilizza materiali plastici. L'apocalisse del 1978 è un puzzle tridimensionale che lo porta nuovamente ad avvicinarsi al teatro dopo le esperienze degli anni Sessanta. Il Surrealismo ed il Dadaismo marcarono profondamente la sua opera, i collage fatti di materiali diversi (medaglie, bottoni, passamanerie, mescolati alla pittura) sono vicini all'opera di Kurt Schwitters e Francis Picabia.

La cravatta di Jackson Pollock (1969) , Collage di plastica

Giogio Marconi e Enrico Baj con opera "La cravatta di Jackson Pollock",

foto di Ugo Mulas nello studio Marconi febbraio 1969